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I giovani e il loro rifugio virtuale

Nella società contemporanea sentiamo sempre più spesso parlare di tecnologia, videogames, playstation, social network e di quanto molte persone (bambini, adolescenti, adulti) siano sempre più immersi in una realtà virtuale.

Questo fenomeno più diventare estremo nel caso di alcuni adolescenti o giovani adulti che finiscono per isolarsi del tutto dalla realtà e dalla società.

E’ il caso di un fenomeno definito “Hikikomori” che è un termine giapponese che letteralmente significa”isolarsi, stare in disparte”, osservato inizialmente in Giappone ma sempre più diffuso anche in Italia.

problemi del videogioco

Le caratteristiche principali di questa sindrome, che colpisce prevalentemente giovani dai 14 ai 30 anni sono:

– Il ritiro e l’isolamento sociale

– Fobia scolare e abbandono scolastico

– Inversione dei ritmi del sonno

– Evitamento di contatti sociali e l’auto-reclusione nella propria stanza

– Spesso una chiusura nella realtà virtuale di videogames e Internet

Le cause di questo fenomeno possono essere diverse, si tratta di ragazzi particolarmente introversi e sensibili, vulnerabili alle pressioni sociale e scolastiche, a volte con storie di bullismo alle spalle, fino al punto da ritirarsi completamente, o quasi, da qualsiasi contatto con gli altri.

Il processo di isolamento ed esclusione sociale avviane gradualmente generando poi un circolo vizioso di solitudine difficile da interrompere.

E’ quindi importante riconoscere i segni e sintomi di tale sindrome per poter aiutare tempestivamente i ragazzi che ne soffrono.

Dott.ssa Serena Di Benedetto

Psicologa clinica

Tel: 3403461524

serenadibenedetto.dibeendetto@gmail.com

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Ricerca in ambito pediatrico

La ricerca va sempre avanti e non si ferma mai: a Torino è stato creato un software che ci dà indicazione sul dolore del neonato, tramite le espressioni facciali e ai vari parametri vitali a misurare questa sofferenza, in modo totalmente non invasivo.

Questo software, utile nel monitorare neonati e nati pretermine (sperimentato in Terapia Intensiva Neonatale applicando una telecamera sull’ incubatrice nel fasciatoio) permette in modo totalmente automatico di andare a sfruttare il bagaglio di smorfie facciali e mimiche del volto attraverso una telecamera.

Osteopatia visita

Il programma sviluppa un algoritmo che da indicazioni precise sul dolore provato dai piccoli.
Ad oggi è stato utilizzato in ospedale durante i prelievi o procedure dolorose ma si spera che a breve attraverso delle semplici Applicazioni si possa integrare anche a livello “domiciliare” dando un significato ben preciso al pianto del bambino.

Questa ricerca è stata premiata come migliore contributo scientifico al congresso Internazionale di Ricerca Bioinformatica e capitanato dall’ ideatrice Emilia Parodi. Le buone notizie che ci piacciono.

 

Contributo originale su: https://www.osteopatiainfantile.it/mamma-e-papa/nuove-scoperte-per-la-pediatria/

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Osteopatia e Odontoiatria perché?

Osteopatia e la Gnatologia

Una valutazione osteopatica è di primaria importanza per andare a identificare eventuali disfunzioni somatiche che possono essere alla base di una malocclusione e quindi attraverso il lavoro biointegrato favorire una risposta dei tessuti più celere e migliorare il lavoro di natura miofunzionale o dell’apparecchio ortodontico.
Il trattamento osteopatico, specie in età evolutiva, coadiuva la terapia ortodontica classica a quella funzionale, liberando disfunzioni sia in loco quindi suture craniche, muscoli oro buccali e alterazioni cervicali ma anche a distanza su atteggiamenti e/o paramorfismi posturali attraverso manipolazioni di natura neuromiofasciali.

Altro motivo per cui richiedere la valutazione e il trattamento osteopatico in età evolutiva e dopo attenta valutazione gnatologica è che questo tipo di lavoro migliora la salute in generale e il metabolismo dei tessuti, li predispone ad una reattività e plasticità maggiore a quelli che sono gli stimoli esterni, mettendo l’organismo (privato delle sue disfunzioni somatiche) di adattarsi in modo più rapido e rispettoso ai vari cambiamenti.

osteopata odontoiatra

Risultati che ci prefiggiamo

Sicuramente diminuire i tempi di trattamento e abbassare i rischi di recidiva ed escludere compensi posturali che a distanza di anni possono portare con sé algie di varia natura e-o infortuni frequenti.

Quali strumenti utilizziamo:
La valutazione osteopatico utilizza in primis una valutazione manuale e colloquio con l’odontoiatra di riferimento.
Viene integrata la valutazione con l’esame baropodometrico – stabilometrica che consente di eseguire un esame funzionale della postura permettendo così di osservare nel tempo eventuali modificazioni e rendere il trattamento ortodontico e osteopatico uno strumento di prevenzione nel presente e nel futuro monitorando i carichi, il passo, l’ equilibrio e l’armonia del corpo.
Possibile avere anche una valutazione, senza emissioni di alcuna radiazione, utilizzando dei markers su determinati punti di repere anatomici una ricostruzione in 3d della colonna vertebrale.

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